Rinunciare all’incentivo GSE o alla Tremonti ambiente?

Il GSE ha pubblicato un chiarimento sulla compatibilità tra l’incentivo GSE e la Tremonti ambiente. Le conseguenze non sono positive per tutti, soprattutto per coloro che, nonostante i dubbi relativi alla cumulabilità della c.d. detassazione per investimenti ambientali con gli incentivi del conto energia, hanno deciso di utilizzare la misura fiscale della detassazione, esponendosi al rischio di subire la revoca dei più vantaggiosi incentivi di settore, come ora effettivamente accaduto.

Con una news pubblicata sul sito del GSE il 22 Novembre, si chiarisce che le disposizioni previste dalla Legge n. 388/2000, c.d. Tremonti ambiente, non sono compatibili con le tariffe incentivanti del III, IV e V conto energia. La detassazione è invece cumulabile con le tariffe del I e del II conto energia.

Cumulabilità

La detassazione per gli investimenti ambientali è stata valida fino al 25 giugno 2012, quando il Decreto crescita (DI 83/2012) ha abrogato la deduzione degli investimenti ambientali. Il Decreto però non dava nessuna indicazione in merito alla cumulabilità dell’agevolazione fiscale con altre forme di incentivazione, tant’è vero che è dovuta intervenire l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n.58 del luglio 2016 per chiarire che la Tremonti ambiente “deve ritenersi fruibile anche in presenza di altre misure di favore, salvo che le norme disciplinanti le altre misure non dispongano diversamente”.

A tale proposito, l’articolo 5 del DM 6 agosto 2010 (III Conto Energia) e gli articoli 5 e 12 rispettivamente del DM 5 maggio 2011 (IV Conto Energia) e 5 luglio 2012 (V Conto energia) non includono la detassazione per investimenti ambientali tra le misure cumulabili con le loro tariffe incentivanti.

L’interpretazione del GSE

Il GSE è così giunto alle sue conclusioni:

  • Rispetto ai decreti 28 luglio 2005 (I Conto Energia) e 19 febbraio 2007 (II Conto Energiaè possibile beneficiare sia dell’agevolazione fiscale di cui alla Tremonti ambiente sia delle tariffe incentivanti riconosciute dal GSE alla produzione di energia elettrica, nei limiti del 20% del costo dell’investimento.
  • la detassazione di cui alla Tremonti ambiente non è cumulabile in alcuna misura con le tariffe incentivanti spettanti ai sensi del III, IV e V Conto Energia. L’articolo 5 del D.M. 6 agosto 2010 (III Conto Energia) e gli articoli 5 e 12, rispettivamente, del D.M. 5 maggio 2011 (IV Conto Energia) e 5 luglio 2012 (V Conto Energia) stabiliscono le condizioni di cumulabilità, elencando in modo tassativo i contributi e benefici pubblici esclusi dal divieto di cumulo, non includendo la detassazione per investimenti ambientali.

Rinuncia

Per le imprese che negli anni passati hanno usufruito delle agevolazioni della Tremonti ambiente pur non avendone diritto, il GSE specifica che per continuare a godere delle tariffe incentivanti del III, IV e V Conto energia è necessario che il Soggetto Responsabile dell’impianto rinunci al beneficio fiscale goduto, manifestandone la volontà all’Agenzia delle Entrate entro il 22 novembre del 2018 (dodici mesi successivi alla pubblicazione del comunicato stampa del GSE) e dando evidenza al GSE dell’avvenuta richiesta e quindi dell’effettiva rinuncia ai benefici fiscali.

Le agevolazioni della Tremonti ambiente

Secondo quanto stabilito dalla Legge 388/2000, i costi di acquisto sostenuti per gli “investimenti ambientali“, quelli “necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente”, potevano essere dedotti dalla base imponibile, cioè dell’ammontare complessivo dei redditi tassabili.
Tra questo tipo di investimenti erano ammessi anche quelli effettuati per l’acquisto e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici. Nella fattispecie, l’impianto fotovoltaico rientrava negli “investimenti ambientali preventivi”: producendo l’energia elettrica necessaria all’impresa con l’utilizzo di una fonte rinnovabile si riducono le emissioni di CO2 e pertanto si previene un possibile danno all’ambiente causato dai cambiamenti climatici.
Il  cosiddetto “decreto crescita” (Dl 83/2012) ha abrogato la deduzione degli investimenti ambientali. Quindi, dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del decreto, non è stato più possibile accedere alle agevolazioni fiscali previste per gli investimenti utili a preservare l’ambiente.

 

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