Violazioni che portano alla perdita dell’incentivo GSE

L’allegato 1 del Decreto Controlli elenca le violazioni rilevanti riscontrabili in seguito all’attività di controllo, che portano alla perdita dell’incentivo GSE e all’integrale recupero delle somme già erogate. L’elenco però non è esaustivo ed univoco, poiché al di fuori delle ipotesi espressamente previste dall’allegato 1 del Decreto, il GSE, a sua discrezione può individuare un’ulteriore lista di violazioni rilevanti che allo stesso modo di quelle elencate possono portare alla perdita dell’incentivo e al recupero delle somme già erogate. Inoltre, l’allegato 1, essendo molto generico e individuando delle semplici macrocategorie, non esaurisce le possibili violazioni previste.

La discrezionalità del GSE

Dai dati forniti dal GSE, nel 2015 le violazioni rilevanti sono aumentate rispetto al 2014, sia quelle ricomprese nell’allegato 1 del Decreto Controlli, sia quelle diverse da quelle previste:

  • 70 violazioni rilevanti nel 2014:
  • 110 violazioni rilevanti nel 2015.

Violazioni rilevanti che portano alla perdita dell'incentivo GSE

L’aumento del numero di violazioni rilevanti non elencate nell’allegato 1 potrebbe aumentare ancora di più per i prossimi anni, in quanto il margine di discrezionalità del GSE fa si che non sia possibile prevedere quali altri violazioni potranno essere considerate come rilevanti per la perdita dell’incentivo GSE, siano esse ricomprese nell’allegato 1 sia al di fuori delle fattispecie individuate.

Lo stesso discorso vale per le violazioni minori. Nel 2014 le violazioni minori che hanno portato alla rideterminazione dell’incentivo sono state 173, a fronte delle 302 del 2015, quasi il doppio.

Alcuni esempi di violazioni che hanno portato alla perdita dell’incentivo GSE

Dai dati raccolti, abbiamo provato ad analizzare alcune violazioni rilevanti e alcune violazioni minori.

Sia nel 2014 che nel 2015, la violazione rilevante maggiormente riscontrata che ha portato alla perdita dell’incentivo GSE e quindi al recupero delle somme già erogate, è stata la mancata riferibilità dei moduli fotovoltaici alle certificazioni presentate ai fini del riconoscimento degli incentivi. Questo tipo di violazione rientra, secondo il GSE, nel primo punto dell’elenco dell’allegato del DM Controlli: Presentazione al GSE di dati non veritieri o di documento falsi, mendaci o contraffatti, in relazione alla richiesta di incentivi. Pensiamo a quei casi di società che hanno spacciato per europei una serie di pannelli fotovoltaici made in China, all’insaputa dei clienti che purtroppo si sono accorti solo in fase di controllo GSE.

Un’altra violazione rilevante che rientra nelle tipologie individuate nell’allegato 1 del DM Controlli, sempre riferita al primo punto dell’elenco come sopra, riguarda la presentazione al GSE di fotografie dell’impianto alterate al fine di ottenere il riconoscimento degli incentivi. Questa violazione molto spesso si riconduce ad un’altra, cioè il mancato completamento dei lavori alla data dichiarata di conclusione lavori ai sensi della Legge 129/10. La legge 129/10 comunemente conosciuta come Salva Alcoa, prevedeva la possibilità di concludere l’installazione dell’impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2010 ed entrare in esercizio entro il 30 giugno 2011, consentendo così di conservare le tariffe incentivanti in vigore nel 2010, quelle del Secondo Conto energia, più alte rispetto alle successive del Terzo Conto energia. Questa possibilità ha creato una vera e propria corsa all’incentivo più alto, quello del Secondo Conto, che ha quindi provocato gli errori più frequenti, anche se spesso commessi in buonafede, con la conseguente perdita dell’incentivo GSE.

Un’ulteriore violazione, stavolta minore, e comunque non elencata nell’allegato 1 del DM Controlli, che porta quindi alla rideterminazione dell’incentivo, ma molto spesso sottovalutata o addirittura nemmeno presa in considerazione, è la potenza dell’impianto diversa da quella dichiarata ai fini del riconoscimento degli incentivi. Si riscontra spesso infatti che le potenze dichiarate ai vari enti sono discordanti o non corrispondenti alla realtà. Alcuni motivi potrebbero essere le registrazioni effettuate in maniera superficiale, oppure registrate con una potenza che era quella ipotizzata in fase di domanda di connessione e non più aggiornata con la potenza effettivamente installata, o ancora il successivo utilizzo di pannelli diversi rispetto a quelli iniziali (sostituiti con caratteristiche diverse rispetto agli originali perché non più disponibili sul mercato, o per vantaggio economico…).

 

Violazioni rilevanti accertate sugli impianti fotovoltaici

 

 

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